




















Poi la morte:





Sei stata tu, in subitanea, evidente malafede,
a non rispettare l'intima essenza della mia persona,
umiliandomi sin dai primi giorni.
Se mia madre mi ha insegnato l'imprescindibile amore per la verità,
spiegato i danni incommensurabili e nefasti della bugia,
la figura di mio padre mi ha trasmesso l'importanxza della dignità.
Dignità non è stupido orgogòlio fine a se stesso.
La dignità costruisce il necessario e fragile contenitore della nostra autostima.
Autostima che tu con perseverante crudeltà,
tenacia e ostinazuone, degne di migliori cause,
tu hai sempre vistosamente minacciato,
volutamente, egoisticamente ignara,
quasi compiaciuta della mia sofferenza.
Io, solo una cosa mi onoro umilmente insegnarti:
so pagare i miei errori.
"Errori"...sì forse...lo dicono ormai in tanti...
Ma la mia cecità, traeva linfa unicamente da un profondo Amore.
Devo forse vergognarmi dire...che io ci credevo?
Stronza, la mia non era una avventura.
E scusami se ti chiamo col tuo vero nome...
Sei stata d'una vigliaccheria inaudita.
Hai fatto leva sul sentimento di chi non poteva, "non" voleva difendersi.
Non ti perdono, in assoluto, la totale e proterva indifferenza,
nel lasciarmi innumerevoli giorni in completa solitudine e angosciante attesa...
Disperato e umiliante dolore...
Io percepivo freddezza.
E assenza mentale, prima che fisica. E te ne chiedevo ragione...
Mi sono moralmente e materialmente prestato, sin allo stremo,
per te, ancor più ed il tuo mostruoso e alieno parto...
Se questo per te tutto questo, io stesso, ero inadeguato,
potevi, "dovevi" ben dirmelo chiaramente...
Tua la scelta,
quasi "l'imposizione" d'un matrimonio di cui non ero affatto convinto...
Stante le tue premesse...
Perchè del mio sentimento ero certo.
Nonostante tutto...
se tu avessi avuto almeno cuore, rispetto ed onestà morale,
saresti semplicemente sparita dalla mia vita...


